verdure e prodotti fermentati

La fermentazione delle verdure è una pratica antica e diffusa in tutto il mondo, sono preziose alleate del nostro intestino, molto pratiche da utilizzare nelle insalate o in altri usi a crudo per non disperdere in cottura le preziose proprietà.

La fermentazione avviene in una soluzione di acqua e sale.

Alle verdure si aggiungono anche altri prodotti, prodotti da Giulia Pieri, quali miso, tamari etc.

La distribuzione avviene o su richiesta o mensilmente.

Periodicamente svolgiamo, in collaborazione con Giulia, corsi per la fermentazione casalinga, per autoproduzione di latti vegetali, kefir, yogurt

Per info corsi 3403303042

Le verdure fermentate sono così ricche di batteri da costituire un enorme concentrato di probiotici.
I batteri o microbi presenti in un cibo fermentato con la tecnica giusta, sono fondamentali per la vita e per la nostra salute. Aumentano la digeribilità dei cibi, l’assimilazione, accrescono le nostre difese immunitarie e contribuiscono a rafforzare il nostro intestino. I cibi fermentati come i crauti, verdure, ma anche anche cereali e legumi hanno sempre accompagnato l’uomo nel corso della storia , che ha capito l’importanza di un cibo raccolto, lavorato e conservato grazie alla fermentazione.
In un’epoca difficile come questa dove i danni causati dall’uomo sono infinitamente grandi, è importante ritornare a queste origini, conoscere il mondo del cibo probiotico e fermentato e godere dei suoi benefici.
Ma che sapori hanno le verdure fermentate? Come si mangiano?
Le verdure fermentate richiamano un pò il sapore tipico dei sottaceti, anche se solitamente il loro gusto rimane più delicato e meno acetico. Questo perché non sono preparate con l’aceto, ma sviluppano la propria acidità attraverso questa trasformazione naturale, con l’utilizzo di poco sale e creando l’ambiente ideale per la proliferazione dei microbi giusti.
Le verdure fermentate non devono essere viste come un contorno. Attraverso la fermentazione le verdure acquisiscono sapori intensi, concentrati e aromatici. Possono arricchire moltissimi piatti, come ad esempio insalate, legumi e cereali. Il consiglio è di servirle a crudo per non danneggiare i microbi che vi sono contenuti, in piccole quantità (una sola forchettata o due ad esempio può essere sufficiente) e quotidianamente. Ancora meglio se servite con un filo di olio che arrotonda il gusto e consente di aiutare meglio l’assorbimento a livello intestinale delle preziose proprietà.”
Giulia Pieri